Compassion

"Compassion" di Milo Rau, 10 e 11 marzo
 

a cura del Liceo Sabin


 

CLASSE 2 Mes:
Gabriele Bergamini, Elisa Berni,
Lorenzo Marabese, Giada Sassatelli,
Vanessa Sienkiewicz


Docenti: Prof. Marina Melotti e
Matilde Ferrini



LA RECENSIONE

Compassion, La Storia della mitragliatrice, di Milo Rau ci porta in Africa durante la guerra civile in Congo. E' uno spettacolo che ci propone delle contraddizioni fin dall'inizio, quando dalle attrici vengono messi in discussione i modi di rappresentare in teatro alcune realtà “scomode”, che finiscono per essere spettacolarizzate con un confine a volte labile tra realtà e finzione.
Lo spettacolo non è dinamico e si compone dei monologhi di due attrici, delle quali una racconta la propria vicenda personale e l'altra interpreta un testo ricavato dai racconti di storie realmente accadute, testimonianze e interviste a persone coinvolte sia come vittime che come operatrici nelle ONG. La scena crea un doppio legame, inverso, dove il testo dell'attrice tedesca è incorniciato dalla introduzione e conclusione di Consolate Siperius, attrice belga nata in Congo durante la guerra civile e adottata da piccola da una famiglia europea. Questa attrice racconta la sua storia senza eccessiva drammaticità, con il sorriso sulle labbra, come se volesse stemperare la narrazione di una vicenda così terribile, mostrando di averla rielaborata e in qualche modo accettata. Più tesa e nervosa risulta invece la narrazione dell'attrice tedesca. In una scena ella racconta l’esperienza di un bombardamento, mentre si sente in sottofondo la musica classica ad alto volume (Beethoven) che lei ascoltava per non sentire le urla dei bambini che venivano uccisi e delle donne violentate. L'espediente riesce a comunicare efficacemente la difficoltà della vita in quei luoghi, anche per chi non faceva parte della comunità locale e si ritrovava per questo in una posizione comunque “privilegiata”, al sicuro dai massacri. Verso la fine dello dello spettacolo, poi, l’attrice si sposta al centro del palco, prende in mano una mitragliatrice e ricrea la scena di una sparatoria, passando dal ruolo quello di volontaria a quello di massacratrice. La scena sottolinea la realtà talvolta sfuggente e multiforme delle ONG e dei volontari a vario titolo coinvolti nelle vicende dei Paesi in cui i conflitti assumono sfumature così varie da renderne difficile la comprensione e l'interpretazione.
Alla fine dello spettacolo, Consolate riproduce una scena di un film di Quentin Tarantino, Inglorious bastard, paragonando gli spettatori ai nazisti e se stessa alla protagonista ebrea che alla fine si vendica uccidendo tutti i “cattivi”. La scena fa riflettere sul ruolo di connivenza che gli occidentali, spesso inconsapevolmente, si trovano ad avere rispetto a tanti conflitti nei Paesi in via di sviluppo (ad esempio finanziando la vendita di armi).
Lo spettatore esce dallo spettacolo con una sensazione di forte turbamento, da un lato con la consapevolezza di vivere un'esistenza “fortunata” sotto molti punti di vista, dall'altro con quella della necessità di informarsi maggiormente rispetto a quanto avviene nei Paesi afflitti da guerre e conflitti, lasciandosi interrogare personalmente dalle diverse situazioni senza pensare che le vicende altrui non lo riguardino.


LA RUBRICA: NOI TRA PALCO E REALTÁ


Non sempre ci piace sentire i racconti di guerra o di realtà dolorose, perché spesso preferiamo spettacoli che ci lascino con un messaggio positivo, mentre questo ha un collegamento così forte con la sofferenza… Mentre noi viviamo la vita nostra di tutti i giorni altre persone sono in mezzo alla guerra e soffrono, mentre noi qui non lo sappiamo o non conosciamo che una parte della verità. E non possiamo comprendere appieno i motivi e le ragioni della guerra: per farlo bisogna immedesimarsi veramente nelle questioni che l'hanno generata.
Nei racconti di guerra si può scegliere da che parte da stare. E’ normale stare dalla parte dei perseguitati, ma quando le cose si complicano, come fare? Il quadro dei conflitti in Africa presentato dallo spettacolo è davvero molto complesso e la sensazione di smarrimento prende lo spettatore in diversi momenti. Abbiamo comunque colto il forte invito a occuparci di ciò che succede lontano da noi.
 

Calendario Stagione 2016/2017

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