Prima della pensione ovvero cospiratori

"Prima della pensione ovvero cospiratori" di Thomas Bernhard
progetto, scene e regia Elena Bucci e Marco Sgrosso, dal 9 al 22 gennaio

 

a cura del Liceo Enrico Fermi
Bologna


 

CLASSI VI P: Sofia Grande, Francesca Pacifico, Irene Quaglia, Rachele Serrao, Leonardo Bruni, Francesca Minerva, Filippo Vacchi


Docente: Prof. Ivan Montebugnoli



LA RECENSIONE

Prima della pensione, definito da Benjamin Heinrichs "il più complicato, il più sinistro, il testo migliore di Bernhard", è una pièce del 1979 che tratta di un dramma familiare ambientato nella Germania degli anni Settanta. La narrazione di Bernhard tende a indagare la psicologia dei personaggi senza che lo spettatore sia portato ad adottare un unico punto di vista. L’introspezione è accentuata dalla scenografia: lo scarno e polveroso salotto dell'abitazione dei deceduti genitori dei tre fratelli Höller, costretti ad abitare insieme dalle circostanze del dopoguerra.
La scena si apre sulle due sorelle, Vera e Clara, che attendono il ritorno del fratello Rudolf, presidente del tribunale d’assise prossimo alla pensione ed ex ufficiale delle SS. Fin da subito Bernhard catapulta lo spettatore nella tensione del rapporto complicato e ricco di rimpianti tra le due sorelle. La più giovane, Clara, è paraplegica e costretta su una sedia a rotelle a causa di un bombardamento americano durante la guerra; Vera si prende cura di lei senza però farle mancare continui rimproveri per le sue posizioni politiche socialiste. 
Nell'attesa del fratello, Vera allestisce la stanza per un rituale fortemente voluto da Rudolf: una cena di commemorazione del compleanno del comandante supremo delle SS, Himmler, che cade il 7 ottobre. La scena viene interrotta dall'arrivo dell'uomo, di ritorno dal  tribunale, che racconta le vicende accadutegli durante la giornata.
Dopo un'aspra discussione tra lui e Clara, i tre si prepararno per la cena. Tutto è pronto secondo la tradizione: in un angolo del salotto, le azalee, che sono i fiori preferiti da Rudolf, la foto incorniciata di Himmler e l'album fotografico della famiglia; al centro, la tavola imbandita con tre calici e bottiglie di spumante " Principe di Metternich". Per l'occasione, le due sorelle si sono vestite in modo elegante e Rudolf indossa illegalmente ma con orgoglio la sua vecchia uniforme da ufficiale delle SS. 
Durante la cena Rudolf si fa trasportare dal rimpianto degli anni del nazismo e con Vera sfoglia l'album delle foto, mentre auspica il ritorno del regime nazista. Sopraffatto da una follia dettata dalla solennità del momento e dall'alcool, egli impugna addirittura la vecchia pistola e minaccia di sparare al lampadario e alle sorelle. Nel finale, l’uomo si accascia sulla sedia per un attacco di cuore, che sembra simboleggiare l’inane follia dei suoi ideali negazionisti.
Fulcro della pièce di Bernhard è la contrapposizione tra due estremi: da un lato, Rudolf, membro dominante della famiglia, nazista tradizionalista e imprevedibile; dall’altro, Clara, che fin dall’infanzia si ribella all'ambiente familiare opprimente con il suo silenzio e il suo pensiero filo-socialista. L'anello di congiunzione tra i due è Vera, che mantiene unita la famiglia. Per farlo, rabbonisce il fratello, che teme e ammira allo stesso tempo, assecondandone i desideri e le follie in modo falso e calcolatore, approfittando anche del rapporto morboso e incestuoso che li unisce.
Vera si è quindi negata la possibilità di formarsi una famiglia propria, perché troppo legata ai fratelli e al ricordo distorto della sua infanzia. Infatti, Vera e Rudolf richiamano continuamente alla memoria, con un affetto troppo marcato per essere del tutto limpido e sincero, gli anni della giovinezza e il padre, da loro ritenuto un esempio di rettitudine e giustizia a cui ispirarsi. Clara, al contrario, è stata sin da piccola meno considerata da entrambi i genitori. Gli attori si sono messi alla prova cimentandosi con successo nell'interpretazione di questi personaggi grotteschi ed eternamente bambini.


LA RUBRICA: NOI TRA PALCO E REALTÁ


“Prima della pensione” di Thomas Bernhard tratta il tema del nazismo dopo la II guerra mondiale, mostrando come i nazisti, dopo anni passati a nascondersi, si siano di nuovo inseriti nella vita civile. Nella società tedesca, l'ideologia nazista non è mai scomparsa completamente e, a causa dell’instabilità politica, economica e sociale, essa sta ora riemergendo, a volte sotto la maschera del populismo e del patriottismo.
Alla fine della II guerra mondiale, sia la BRD, sia la DDR attuarono politiche di denazificazione. Ciononostante, con la Guerra Fredda, si perse la volontà di condannare i nazisti, anche per l’impossibilità di processare un numero così elevato di “criminali”.
Rudolf, vice-comandante di un campo di concentramento, è un esempio di questi “ex-nazisti”. Egli non mostra alcun rimorso per le sue azioni criminali. Lui e la sorella Vera si lamentano della decadenza della società tedesca e ricordano con nostalgia il regime nazista. Vedono nella democrazia, nei socialisti, negli americani e negli ebrei l'origine dei loro problemi: la distruzione della natura e della società è dovuta all’ideologia capitalistica americana ed ebrea, così come sono colpa degli americani le tragedie della guerra . Denunciano il bombardamento da parte degli americani della scuola frequentata dalla sorella Clara, ma negano i crimini commessi dai soldati tedeschi, che avrebbero semplicemente eseguito degli ordini.
Questo pericoloso modo di pensare sta avendo successo non solo in Germania, ma in tutto il mondo occidentale. Molti accettano l’ideologia nazista per la paura generata dai recenti attentati e per timore di perdere l’identità nazionale: alcuni giustificando i crimini di guerra compiuti dai nazisti, altri condannando i cosiddetti “nemici del popolo” e criticando la democrazia come istituzione.

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