Tre di coppie

"Tre di coppie" di Franco Scaldati, regia Franco Maresco, dal 24 al 26 gennaio
 

a cura dell' Istituto Manfredi Tanari
Bologna


 

CLASSE 5C: Bibi Madiha,
Casilli Riccardo, Confessa Giulia,
De Paola Tiziano, Gasbarro Alice,
Paduano Luca Antonio, Panvino Sharo, Rossi Alessandro, Spadacini Claudia,
Esfaye Yared Michele



Docente: Prof.ssa Fortunata Camilleri



LA RECENSIONE

Buio totale. Nell'oscurità si accende una luna che rimarrà per tutto lo spettacolo come mutevole elemento delle scene che si susseguono e delle vicende rappresentate: uguali, eppure sempre diverse, accompagnate da un musica che crea un'atmosfera sognante.
Tre di coppie, lo spettacolo tratto dalle opere di Franco Scaldati, e con la regia di Franco Maresco, è un insieme di schegge e scintille.
Dal fondale, incorniciati da cerchi luminosi, appaiono dei volti, emergenti dal buio totale, quasi degli astri in sintonia con la luna. Nessun corpo è visibile, ma solo bocche che parlano.
Tre di coppie è uno spettacolo che rappresenta un susseguirsi di scene e di piccoli atti apparentemente senza un'integrità narrativa, ma con un filo conduttore che accompagna l'intero spettacolo: comico e drammatico allo stesso tempo. La prima coppia ad affacciarsi sul palcoscenico surreale è quella di Totò e Vicè, una sequela di battute mai scontata, una regressione a tratti animale, che ha in sé qualcosa di religioso. Totò e Vicè, una coppia di amici di vecchia data, che si trattano con estrema intimità e confidenza, commentano le vicende del quotidiano e raccontano fatti che sono loro accaduti, un quotidiano che però pone problemi di metafisico valore, tutto questo in un dialetto palermitano stretto che rende il discorso insieme comico e schietto.
Un altro tema che sarà recitato dall'altra coppia: Santo e Saporito, interpreta magistralmente la parte del topo e del gatto,  primordiale condizione di chi è predatore o vittima, il tutto contornato da voci e movenze sempre più somiglianti a gatti e topi: le battute si susseguono veloci, alcune semplici, altre più scurrili e spinte: si parla di corna e di minchie possenti in una maniera molto insistita, come se si parlasse del più e del meno sull'uscio di unl bar. Oltre a tutto questo però ci sono momenti in cui si dibattono temi di eterno valore, dove le coppie si interrogano sulla vita e sulla morte e pongono quesiti esistenziali. A un certo punto i personaggi appaiono tra le nuvole legati a dei palloncini e iniziano a volare. Per noi questo volo è come fuggire da una realtà che non piace.
La distanza da questa lingua ci ha impedito di seguire e di comprendere appieno molti scambi di battute e di cogliere più in profondità il testo. Forse sarebbe stato utile per il pubblico avere un supporto che fungesse da interprete.

LA RUBRICA: NOI TRA PALCO E REALTÁ


Lo spettacolo racconta in maniera poetica e surreale una realtà che non è più quella odierna, ma che, a ben guardare, è la riproposizione in chiave moderna di antichi interrogativi posti dall'umanità e tradotti nella pratica quotidiana in una lotta per il potere e per la conquista del territorio, come nell'episodio del venditore ambulante di calia, semenza e noccioline americane, un venditore, quest'ultimo, che, considerato un impostore dello spazio conquistato, viene ucciso a bastonate dagli altri due.
È una storia di grande attualità, molti malavitosi, molte organizzazioni a delinquere, lottano per crearsi spazio dove manifestare il proprio potere e fa riferimento a una illegalità che ha tutta l'apparenza di una banale normalità.
Anche oggi la concorrenza e la competizione sono feroci e tutti cercano di farsi fuori per lo stesso posto al sole, dopo aver congiurato all'ombra. Così l'apparente banalità delle battute e delle freddure ci lascia in realtà una scia di riflessione che fa pensare.

Calendario Stagione 2016/2017

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