L'occhio del Principe

L’OCCHIO DEL PRINCIPE

Una scuola per spettatori


un progetto ERT Fondazione
ideazione e cura: Fabio Acca e Silvia Mei
consulenza scientifica: Marco De Marinis
 
Era così chiamato dagli umanisti, l’occhio del Principe, il posto in teatro che garantiva la migliore visuale sulla scena. Esiste ancora? Certamente. A differenza però della stagione rinascimentale, non si tratta oggi di una postazione privilegiata da cui guardare ma piuttosto di uno sguardo più sensibile, emancipato, attrezzato.
L’esperienza dell’arte non è mai soltanto il risultato di una pura concertazione emotiva: essa nasce da un sottile equilibrio tra sentimento e sapere, tra abbandono ai sensi e consapevolezza critica. Facendo proprio tale assunto, la Scuola per spettatori, promossa per la prima volta a Bologna dall’Arena del Sole, intende consentire ai partecipanti di fare piena esperienza delle arti dello spettacolo attraverso una lettura circostanziata del fatto scenico.
Ogni lezione sarà finalizzata alla fruizione di uno o più spettacoli presenti in cartellone. Grazie all’utilizzo di slide, immagini, filmati di repertorio e strumenti bibliografici, i docenti che si avvicenderanno nel corso dei 10 incontri, Fabio Acca e Silvia Mei, offriranno una guida ragionata e un orientamento per una corretta contestualizzazione delle opere. Durante le lezioni, di carattere tematico, le nozioni di attore, testo, personaggio, spazio scenico, coreografia, drammaturgia verranno storicamente calibrate sulle poetiche degli artisti in stagione, promuovendo un approccio multidisciplinare che connetta ambiti diversi ma affini.
 
PRESENTAZIONE PROGETTO
Con l’accoglienza dei curatori Fabio Acca e Silvia Mei
Sala degli Archi (via San Giuseppe n. 8), mercoledì 26 ottobre, ore 18.00

 
CALENDARIO INCONTRI
Teatro delle Moline (via delle Moline 1b), ore 16.00-18.00
 
Sabato 12 novembre
ANGELJN PRELJOCAJ: DANZARE L’INVISIBILE

Conduce Silvia Mei
A partire da Ballet Preljocaj, Empty Moves (Part I, II & III)
Indiscusso rappresentante della coreografia europea di matrice francese, Angeljn Preljocaj è un maestro del segno, trattando i corpi come mine sul foglio bianco della scena. Le sue creazioni sono una impareggiabile festa per gli occhi: conosce le suggestioni del racconto della tradizione quanto l’attualità, col concorso della sperimentazione tecnologica, e spesso scatena – è il caso tra gli altri dell’atto unico in tre parti Empty Moves (2014) – un’implacabile rissa di segni, un’astrazione significante dal puro piacere formale.
 
Sabato 26 novembre
MOTUS, OVVERO IL TEATRO DELL’IMMAGINARIO

Conduce Fabio Acca
A partire da Motus, Alexis. Una tragedia greca
Motus pratica il movimento inscritto nel proprio nome come costante nomadismo tra Paesi, momenti storici e discipline, mescolando generi e formati espressivi. Nel loro lavoro teatrale arte e impegno civile si fondono scenicamente, nell’attraversamento di immaginari che hanno riattivato le visioni di alcuni tra i più scomodi poeti della contemporaneità, da Genet, a Pasolini, a Fassbinder. In questa cornice rientra il progetto che la compagnia ha dedicato alla figura di Antigone come archetipo di lotta e resistenza, in una indagine del rapporto conflittuale fra generazioni.
 
Sabato 3 dicembre
MAKING OF… TEATRINO GIULLARE

Conduce Silvia Mei
A partire da Teatrino Giullare, Romeo e Giulietta
Percorrendo il limite che congiunge attore, oggetto scenico e figura lungo gli itinerari letterari di autori moderni e contemporanei, Teatrino Giullare lavora ai fianchi le forme consuete della narrazione e della rappresentazione. Attraverso una dimostrazione di lavoro con estratti da creazioni di repertorio, l’incontro aprirà sui processi creativi della compagnia bolognese, valorizzando la produzione artigianale in quanto fatto espressivo legato all’interpretazione del testo.
 
Sabato 17 dicembre
MAKING OF… SIMONA BERTOZZI

Conduce Fabio Acca
A partire da Simona Bertozzi, Anatomia
La relazione estetica tra “anatomia” e “coreografia”, così come tra “presenza” e “racconto”, mette a fuoco alcuni punti di convergenza del lavoro di Simona Bertozzi, confortato da un sapere tecnico e da una dimensione teorica che hanno pochi uguali nel panorama della danza d’autore in Italia. In un serrato confronto-dialogo con l’artista, l’incontro intende approfondire gli elementi chiave del lavoro coreografico di Simona Bertozzi, evidenziando in particolare le caratteristiche e le originalità della sua ultima produzione.
 
Sabato 14 gennaio
IL TEATRO POSTDRAMMATICO

Conduce Marco De Marinis
Partendo dalla ormai classica nozione proposta da Hans-Thies Lehmann nel 1999, si cercherà di dar conto delle principali linee di tendenza riscontrabili nella ricerca teatrale dal secondo dopoguerra ad oggi. Al centro ci sarà la cosiddetta svolta performativa, che ha contribuito in maniera decisiva a marginalizzare il ruolo del testo e a portare sempre più in primo piano la presenza. innanzitutto fisica-corporea, a scapito della rappresentazione, mettendo in crisi il teatro di regia così come il Novecento l'aveva concepito.
 
Sabato 11 febbraio
NUOVA SCENA: ISTRUZIONI PER L’USO

Conducono Fabio Acca e Silvia Mei
Gli anni Dieci del nuovo millennio hanno aperto su un paesaggio performativo apparentemente “incolto” (per recuperare Gilles Clément, l’architetto giardiniere autore del Manifesto del Terzo paesaggio) ma in realtà espressione rigogliosa di un ecosistema tutto italiano. L’incontro propone alcuni itinerari nei nuovi linguaggi della scena “doppio zero” privilegiando quei fenomeni ibridi tra teatro, danza, arti visive e multimediali capaci di rilanciare la “tradizione del nuovo” del Novecento teatrale.
 
Sabato 25 febbraio
IL TEATRO DELLA PHONÈ: DA CARMELO BENE ALLA MARCIDO

A partire dagli spettacoli di Marcido Marcidorjs e Famosa Mimosa, Loretta Strong e Nel lago dei leoni
Conduce Fabio Acca
Per “teatro della phonè” si intende una raccolta ideale di esperienze della scena che, a partire da quella di Carmelo Bene, hanno portato alle estreme conseguenze il rapporto tra “voce” e “parola”, ovvero la tracimazione del senso, o del testo, in un vertice il cui fine è l’impossibilità della rappresentazione. Di questa tradizione la Marcido Marcidorjs e Famosa Mimosa è, in Italia, uno dei nuclei artistici più rappresentativi, il cui orizzonte di ricerca costituisce da oltre trent’anni un saldo punto di riferimento per la comunità del teatro.
 
Sabato 11 marzo
SCENE DIVERGENTI: ITINERARI DRAG, CAMP E QUEER

A partire da Tindaro Granata, Geppetto e Geppetto
Conduce Silvia Mei
È innegabile che l’arte teatrale e la sua microsocietà di artisti siano un fatto sociale per sua stessa natura fuori dai consueti schemi. La loro “differenza” agevola l’espressione di un pensiero illuminato e progressista pur correndo il rischio di apparire turbolenta, stravagante e alternativa, per certi versi fine a se stessa. Gli esempi proposti guarderanno a esperienze artistiche e produzioni spettacolari della scena attuale che agiscono la devianza dalla norma in ambiti di dibattito politico quale il genere, la famiglia, la diversa abilità, la malattia, nell’intento di promuovere un’alterità necessaria e possibile.
 
Sabato 8 aprile
LE DERIVE DEL PERSONAGGIO: ATTORI E RECITAZIONE

Conduce Silvia Mei
A partire da Deflorian - Tagliarini, Il cielo non è un fondale
La relazione dell’attore col personaggio è stata oggetto da sempre di polemiche sull’arte del teatro, trattandosi del nucleo fondante la rappresentazione drammatica. Nel corso del Novecento, la crisi del dramma e l’avvento della regia hanno corroso l’annosa diatriba sull’immedesimazione promuovendo sistematizzazioni teoriche e soluzioni innovative che arrivano, oggi, a obliterare l’entità drammatica da interpretare o a sostituirla con la persona del performer in scena. Ci può essere immedesimazione senza personaggio e viceversa, un “paradosso” che lo stesso Diderot troverebbe esemplare.
 
Sabato 13 maggio
SOCÌETAS RAFFAELLO SANZIO: LO STUPORE DELLE COSE SENZA NOME

Conduce Fabio Acca
A partire da Socìetas Raffaello Sanzio, La democrazia in America
Il teatro di Romeo Castellucci contempla spesso la sistematica ricerca di uno stupore dentro la soglia di realtà che ci appartiene quotidianamente. Egli, senza abbandonare un senso alto e complesso dello spettacolo, opera una migrazione significativa del tragico, non più racchiuso nella distanza del mito, ma polverizzato nelle cose “senza nome” di ogni giorno. La lezione intende ripercorrere a ritroso questo cammino, a partire dal ciclo della Tragedia Endogonidia del 2002, fino alle ultime creazioni.

Info e iscrizioni:
Arena del Sole, via San Giuseppe, 8 (ingresso uffici)
laboratori@arenadelsole.it- tel. 051.2910911

Quota iscrizione:
€ 20,00
Per gli abbonati PASSIONE ARENA dell’Arena del Sole l’iscrizione è gratuita

Vantaggi per chi si iscrive:
sconti su tutti gli spettacoli in programma all’Arena del Sole, al Teatro delle Moline e nei teatri gestiti da Emilia Romagna Teatro Fondazione.

Biografie:

Fabio Acca
Curatore, critico e studioso di arti performative, dottore di ricerca in Studi Teatrali e Cinematografici, lavora presso il Dipartimento delle Arti dell’Università di Bologna.
 
Marco De Marinis
Professore ordinario di Discipline Teatrali nel Dipartimento delle Arti della Scuola di Lettere e Beni Culturali dell'Università di Bologna. Insegna Storia del Teatro e dello Spettacolo nella laurea triennale del Dams-Teatro e Teorie e Culture della Rappresentazione nella laurea magistrale in Discipline dello Spettacolo dal Vivo.

Silvia Mei
Opera da indipendente nel teatro contemporaneo come studiosa, producer, consulente artistica, critica teatrale. E’ assegnista di ricerca presso l’Università di Torino e svolge parte della sua ricerca per il Centro Studi del Teatro Stabile di Torino.

Calendario Stagione 2016/2017

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