MUOIO COME UN PAESE

07 aprile - 09 aprile - Teatro delle Moline
di Dimitris Dimitriadis | interpretazione e regia Francesca Ballico
Associazione Ca' Rossa

MUOIO COME UN PAESE

Orari

venerdì 7 aprile ore 20:30
sabato 8 aprile ore 20:00
domenica 9 aprile ore 16:30

Prezzi

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MUOIO COME UN PAESE

Magmatico, bruciante, torrentizio Muoio come un paese racconta la cronaca di un assedio in un anno in cui le donne non riescono a concepire bambini. I nemici premono ai confini e il paese si rinserra, si chiude all'altro e implode. I valori vengono rovesciati, le istituzioni corrotte, gli ideali sviliti. L'idea stessa di nazione è svenduta al primo offerente. In un clima di multiforme schizofrenia, un carnevale tra l'orgiastico e la gita scolastica, il paese si dirige verso la dissoluzione. Appare sul finale un monologo femminile, un'accusa contro la corruzione, la crudeltà, la barbarie in cui si riconoscono i tratti di una dittatura militare. Un urlo della donna-nazione che in una metamorfosi assume in sé i mali e la forma del paese, la sua geografia. Un consunzione che prelude, forse, a una nuova vita. Lo spazio sarà abitato da figure misteriose, disegnate da Carlo Pastore, antiche divinità che portano le tracce di battaglie in corso. Le musiche dal vivo di Antonia Gozzi punteggeranno l'incedere magmatico del testo, il suo fluire bruciante. Vorremmo che parlasse di noi, dei sogni perturbanti, delle cadute. Giù, fino alle corde della commozione.
Pubblicato come prosa nel 1978 a pochi anni dalla fine del regime dei Colonnelli, Muoio come un paese sorprese per la sua durezza in un periodo di ritrovata, seppur fragile, democrazia. Più tardi è stato letto come un'anticipazione visionaria della crisi greca. Oggi sembra raccontare il sentimento d'assedio che attanaglia l'Europa, la paura delle migrazioni, i nuovi nazionalismi, il desiderio di sterili muri. Eppure non si tratta di un testo dichiaratamente politico. La sua dimensione è poetica, immersa in una condizione esistenziale dolorosamente umana. A quarant'anni di distanza, come schegge di uno specchio infranto, l'opera di Dimitriadis riflette i nostri spaesamenti, l'ombra di nuove dittature e di nuove guerre. Ci ritroviamo ancora spaventati, dementi, incapaci di vedere la nostra immagine nell'altro.
di Dimitris Dimitriadis 
traduzione Barbara Nativi e Dimitri Milopulos
interpretazione e regia Francesca Ballico
musiche dal vivo Antonia Gozzi
disegni Carlo Pastore- Studio Elica
organizzazione Maurizio Sangirardi
 
produzione Associazione Ca' Rossa
in residenza Cantiere Moline per ERT- Arena del Sole
in collaborazione con 
Centro La Soffitta - Università di Bologna, ATER
e con il patrocinio di
Consolato Onorario Grecia in Bologna, Regione Emilia-Romagna, Comune di Bologna
Il progetto è dedicato a Dimitris Dimitriadis, uno dei più importanti autori greci, tradotto e rappresentato in molte lingue. Poeta, drammaturgo, romanziere e traduttore, Dimitriadis ha composto numerosi saggi sulla cultura greca ed europea. La sua opera teatrale è profondamente radicata nella cultura classica e nel mito, ricreati in nuove forme e innestati in una dimensione contemporanea. Costruito in collaborazione col Centro la Soffitta dell'Università di Bologna, ERT-Arena del Sole, Associazione Ca' Rossa e con il patrocinio del Consolato Onorario di Grecia, Regione Emilia Romagna e Comune di Bologna mette in moto istituzioni, studio scientifico e produzione teatrale per diffondere la nuova drammaturgia europea.
Il progetto comprende l'incontro con Dimitris Dimitriadis a cura di Laura Mariani il 6 aprile e lo spettacolo Muoio come un paese per la regia di Francesca Ballico dal 7 al 9 aprile


foto di Michele Corleone
 
giovedì 6 aprile 2017, ore 16 | Laboratori delle Arti/Teatro (piazzetta Pasolini 5b, ingresso via Azzo Gardino 65)
Presentazione di “Muoio come un paese” di Dimitris Dimitriadis (prima edizione Salonicco 1978) .
Tavola rotonda alla presenza dell’autore. Intervengono Caterina Gozzi, Dimitra Kondylaki, Gilda Tentorio e il Console onorario di Grecia in Bologna Giorgia Lambraki. Intervento con performance di Francesca Ballico.
In collaborazione con ERT - Arena del Sole e Associazione Ca’ Rossa; con il patrocinio di Comune di Bologna, Regione Emilia- Romagna, Consolato onorario di Grecia in Bologna.
Coordina Laura Mariani.
INGRESSO LIBERO
 
da venerdì 7 a domenica 9 aprile 2017 (venerdì ore 20.30, sabato ore 20, domenica ore 16.30) | Teatro delle Moline (via delle Moline 1b)
Muoio come un paese
di Dimitris Dimitriadis (traduzione Barbara Nativi e Dimitri Milopulos)
interpretazione e regia Francesca Ballico
musiche Antonia Gozzi
disegni Carlo Pastore- Studio Elica
organizzazione Maurizio Sangirardi
produzione Associazione Ca' Rossa
in residenza Cantiere Moline per ERT- Arena del Sole
in collaborazione con 
Centro La Soffitta - Università di Bologna, ATER
e con il patrocinio di
Consolato Onorario Grecia in Bologna, Regione Emilia-Romagna, Comune di Bologna
POSTI LIMITATI, CONSIGLIATA PRENOTAZIONE
Info: www.arenadelsole.it        Biglietteria: 051.2910910
 
 
 
Dimitris Dimitriadis drammaturgo, poeta, romanziere e traduttore. Nato a Salonicco nel 1944 ha studiato cinema e teatro a Bruxelles dove ha composto Il prezzo della rivolta al mercato nero (1966) messo in scena Patrice Chéreau nel 1968. Ha composto numerose opere teatrali tra cui La nuova chiesa del sangue (1983), L'arca della vita (1994) La vertigine degli animali prima del macello (1997), La Ronde du Carré (2007), il trittico Homériade (Ulisse, Itaca, Omero), Civilizzazione (2013). Gli sono stati dedicati tributi dal Teatro Odeon di Parigi (2009-10) e dal Centro Culturale Onassis con allestimenti, incontri e traduzioni. Nel 2015 Homériade è stato musicato da Martin Romberg al festival di Avignone (2015) E' stato messo in scena da registi come Marmarinos, Terzopulos, Lanthimos, Milopulos, A. Dimitriadis, C. Gozzi, Corsetti.
Poeta, compone i Cataloghi1-4 (1980) un'opera aperta che si è arricchita di nuove raccolte (5-8, 9, 10-12, 13-14). Tra le sue prose Muoio come un paese (1978), Anathesis (1986) Léthé (2000) e il romanzo in 10 volumi, pubblicat in parte, Humanodie. Un millennio incompleto (voll.1 e 7) che gli è valso il premio di Stato per il romanzo nel 2003. Ha scritto saggi sulla cultura greca che hanno suscitato accese discussioni. Si è dedicato per anni alla traduzione di autori come Euripide, Eschilo, Shakespeare, Molière, Blanchot, Cioran, Genet, Duras, Koltès e molti altri.
Il suo paese natale permea tutta la sua opera, dal saggio Noi e i Greci alle sue pièces, spesso consacrate al capovolgimento dei miti. La sua opera è stata oggetto di un progetto globale di traduzioni coordinate dall’Atelier Européen de la Traduction e dalla Maison Antoine Vitez.

Tutte le date dello spettacolo

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